venerdì 17 marzo 2017

Ci pensa il tuo papà / Mireille d'Allancé

Per la festa del papà e non solo vi propongo libro molto dolce, una passeggiata lungo il fiume e una chiacchierata fra un orsetto e il suo papà.


La storia inizia con una semplice domanda: "Senti, papà, cosa faresti se cadessi in acqua?"
La risposta del papà è quasi scontata: "Mi butterei per ripescarti"
Ma non finisce qui perché al piccolo non basta questa risposta ma vuole essere ulteriormente rassicurato in un crescendo di domande: e se ci sono i coccodrilli? e se non mi trovassi? e se non fossi più nell'acqua? e se qualcuno mi volesse tenere con sé? e se mi rapisse un mostro?
Il papà con molta pazienza risponde a tutte le domande dell'orsetto timoroso di essere abbandonato rasserenandolo sul fatto che, in ogni occasione, ci penserà lui a tirarlo fuori dai guai e che non c'è proprio niente che li possa separare.


Il testo molto semplice e le illustrazioni dai colori delicati si adattano molto bene a questa storia che affronta la paura dell'abbandono in modo gentile. Papà orso che affronta tutte le strane situazioni immaginate da suo figlio fa capire quando sia grande l'amore di un papà.
Una lettura consigliata per questa festa e non solo!

Ci pensa il tuo papà
Mireille d'Allancé
Edizioni Babalibri
€ 5.80 (nella versione Bababum)

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma (libro già recensito QUI da Mamma Avvocato)

mercoledì 15 marzo 2017

Alla scoperta delle scienze, la nostra prima volta al museo

Domenica scorsa vista la bella giornata calda, abbiamo fato un giro a Bergamo con annessa visita al Museo Civico di Scienze Naturali.
Per Tito era la prima volta al museo e abbiamo scelto in particolare questo per la ricchezza dei suoi reperti e - soprattutto - per la ricostruzione dello scheletro di un allosauro visto che la passione per i dinosauri qui è sempre molto alta.
Il museo si trova in città alta che la domenica è raggiungibile con la funicolare.
All'ingresso si viene accolti dalla riproduzione di un mammut e si ha poi l'accesso alle varie sale.
Troviamo esemplari della fauna divisa per regno animale (riproduzioni ed esemplari veri), minerali e rocce, oggetti rituali e di uso comune delle culture americane e africane e ovviamente i fossili fra quali spicca un cervo di oltre 700 mila anni rinvenuto in Val Borlezza.
La sala dell'Allosauro contiene la ricostruzione del dinosauro e il calco di un nido di oviraptoride donato al museo dall'American Museum of Natural History di New York.
Per i piccoli (e grandi!) appassionati di dinosauri, nella sala è possibile sapere qualcosa in più su questi mastodontici rettili grazie ai vari pannelli a loro dedicati. Inoltre, sempre in questa sala, ci sono tavolini e sedie a misura di bambino per poter disegnare e molti libri sui dinosauri da leggere e sfogliare.


Da non sottovalutare sicuramente le aree tattili dedicate ai fossili, alle piume, ai denti di squalo e di elefante presenti in tutto il museo e i microscopi per capire come lavora uno scienziato.


Devo dire che la visita è stata molto bella e che Tito ne è stato molto contento ma, a differenza di quello che pensavo, ha apprezzato maggiormente i fossili rispetto alla ricostruzione del dinosauro ma soprattutto è rimasto affascinato dallo scheletro del capodoglio ("mamma, quella specie di balena era la mia preferita").


Il costo del biglietto è molto basso, 3€ gli adulti e i ragazzi fino a 18 anni entrano gratis: un motivo in più per scoprire ed imparare cose nuove.
Oltretutto ho scoperto che le valli bergamasche nei millenni scorsi erano fondali marini tropicali che hanno conservato per oltre 200 milioni di anni pesci, crostacei e rettili: ogni anno le campagne di scavo portano alla luce nuovi ed interessanti reperti.
Altro che la nebbia di adesso!!
Per saperne di più vi rimando al sito ufficiale del museo

venerdì 10 marzo 2017

Ettore e il buio / Emma Yarlett


Ettore è un bambino pieno di paure: ragni, mostri, cantine, maestre....tutto sembra fargli paura ma la cosa che lo spaventa di più in assoluto è il buio.
Prova mille modi per combattere questa sua paura ma ogni sera, puntualmente, la paura del buio si ripresenta e lo costringe a passare le sue notti con un occhio sempre aperto per controllare se ci sono mostri e le orecchie ben tese a catturare il minimo rumore.
Ma una notte proprio non ce la fa più e sbotta contro il buio dicendogli di andarsene per sempre ed  ecco che una grossa cosa blu si cala nella sua stanza e si presenta: è il Buio in persona e vuole accompagnare Ettore in un viaggio per vincere le sue paure.
Insieme esplorano i posti che il bambino teme di più e lo accompagna attraverso la città per fargli scoprire i rumori che più lo spaventano di notte. Ettore scopre così che i luoghi che teme possono essere divertenti e che i rumori che sente non sono spaventosi ma sono i rumori della città che dorme.
Ettore finalmente sembra più tranquillo e non gli resta che affrontare la sua ultima paura: il cielo buio della notte.
Dall'alto, nello spazio insieme a Buio, smette finalmente di avere paura e si rende conto di aver trovato un nuovo e grande amico che gli promette di restargli sempre a fianco.


Questo libro ci è piaciuto molto perché fa capire ai bambini che affrontare le proprie paure è il modo più efficace per superarle.
La paura del buio è molto diffusa fra i bambini e l'idea dell'autrice di dare corpo al buio sottoforma di un amico speciale e ingombrante che accompagna Ettore nel viaggio per sconfiggere le sue paure è davvero molto carina.
Molto belle le illustrazioni, ci sono anche due pagine in cui Buio esce letteralmente dalla pagina per stringere la mano a Ettore e per abbracciarlo (e per farlo anche con il piccolo lettore che sta seguendo la storia!).

Ettore e il buio
Emma Yarlett
Edizioni La Margherita
€ 12.00

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma



venerdì 3 marzo 2017

Le ali della vita / Vanessa Diffenbaugh

Aveva fatto qualcosa di giusto, finalmente, è l'emozione di quel successo aveva zittito la voce dentro la sua testa che la rimproverava per gli altri suoi errori.

Letty vive in California in un quartiere di immigrati con i genitori e i due figli. È una ragazza madre che ha avuto il primo figlio, Alex, a soli 18 anni senza avvisare il padre del bambino per lasciarlo libero di vivere la propria vita.
Non si è mai occupata dei figli o della gestione della casa: per questo c'è sempre stata la madre ad occuparsi di tutto mentre lei lavorava e si divertiva.
Quando i genitori decidono improvvisamente di ritornare in Messico, Letty è nel panico: abbandona i figli soli a casa per giorni per varcare il confine e convincere i genitori, ma soprattutto la madre, a tornare con lei.
Dopo il tentativo fallito rientra in California e per la prima volta nella sua vita deve imparare a fare la mamma ma gestire figli, casa e lavoro per lei è molto complicato all'inizio.
Per fortuna un grande aiuto arriva da parte di Rick, suo collega al bar dell'aeroporto.
Non solo l'aiuta a gestire la figlia Luna nelle vacanze estive durante l'orario lavorativo ma le insegna dei cocktail per incrementare le sue mance e in più le trova una casa in un quartiere migliore di quello in cui vive.
In questo modo i suoi figli possono frequentare una scuola migliore ed aspirare ad una vita migliore della sua.
Fra ritorni inattesi, legami che si consolidano e amori che nascono, il libro scorre molto bene senza grandi colpi di scena e regala una lettura piacevole.

Confesso di aver iniziato il secondo libro della Diffenbaugh con un po' di diffidenza dopo il romanzo d'esordio che mi è piaciuto così tanto (Il linguaggio segreto dei fiori, QUI la recensione).
Il libro non mi ha conquistato subito ma pagina dopo pagina, così come la sua imperfetta protagonista.
Fra tutti i personaggi ho amato Alex così responsabile, intelligente e altruista, capace di prendersi cura della piccola Luna durante l'assenza della madre e così desideroso di aiutare l'amica del cuore Yesenia da passare sopra qualsiasi cosa.
Il libro tratta temi molto importanti come il bullismo, l'immigrazione legata al sogno americano e l'incapacità di sentirsi genitore ma soprattutto parla del percorso di Letty per imparare a diventare una madre.
Un libro consigliato!

PS: come per il precedente romanzo, anche questo è disponibile in quattro diverse copertine

Le ali della vita
Vanessa Diffenbaugh
Edizioni Garzanti
€ 18.60 / pagg 336

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma

venerdì 17 febbraio 2017

Federico / Leo Lionni


Lungo il prato c'è un vecchio muro all'interno del quale alcuni topolini hanno costruito la loro casa.
Durante l'estate tutti i topolini fanno scorta di cibo per l'inverno ma ai topolini sembra proprio che il loro amico Federico non lavori.
Federico quasi si offende per questa insinuazione: anche lui lavora come gli altri facendo scorta di raggi di sole e di colori per l'inverno così freddo e grigio e di parole per le giornate in cui non ci sarà nulla di cui parlare.
Cade la prima neve e i topolini si rifugiano nella loro casa riempiendosi la pancia e chiacchierando allegramente.
Le scorte finiscono presto, nella tana fa freddo e nessuno ha voglia di parlare finchè i topolini si ricordano delle scorte di Federico e gli chiedono di mostrare loro quello che ha raccolto durante l'estate.
Chiudete gli occhi! dice Federico e riscalda i suoi amici rievocando il calore dei raggi del sole, colora il grigio dell'inverno raccontando i colori dei fiori fino ad inondarli di parole con una poesia dedicata ai topini delle stagioni.
Alla fine della poesia Federico è ringraziato con un forte, fortissimo applauso: il lavoro che ha compiuto durante l'estate ha dato i suoi frutti!

I libri e la poesia di Leo Lionni catturano sempre, soprattutto in questo libro così poetico e che ha come protagonista un vero e proprio poeta!
La storia è molto bella per il messaggio che lascia: la cultura, la bellezza della natura, la poesia sono cibo per la mente perché tutti abbiamo bisogno di cose belle e di bei ricordi che ci scaldino il cuore durante le giornate più grigie.
Le illustrazioni dai colori tenui e dal tratto gentile ben si abbinano allo spirito di Federico!

Federico
Leo Lionni
Edizioni Babalibri
€ 5.80 nella versione Bababum

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma

giovedì 16 febbraio 2017

Idee low cost per Carnevale: la maschera e lo scudo di Capitan America

Quest'anno per Carnevale il mio Tito ha deciso di volersi vestire da Spiderman.
Abbiamo comprato la stoffa, ho fatto il modello e iniziato a tagliarlo e poi lui si è ammalato e sono ormai 6 gg che viviamo in simbiosi stile koala o cozza, per rendere l'idea!
Adesso che il lavoro è in stand-by, temo di non riuscire a finirlo per tempo quindi sono andata a rispolverare due accessori velocissimi che gli avevo preparato per Halloween: la maschera e lo scudo di Capitan America.
Sono molto veloci da fare, in tutto credo di averci messo meno di due ore.
La maschera è un  pochino più lunga perché io l'ho cucita a mano e non a macchina mentre lo scudo, cucendolo a macchina è davvero molto veloce.

Servono poche cose:
pannolenci rosso, azzurro e bianco
elastico da 10 o 15 mm
ago e filo

Per la maschera basta prendere le misure al bambino per posizionare l'apertura degli occhi, prepararne due pezzi uguali da cucire insieme e in più cucire una A nel centro e le ali sui lati.
L'elastico va posizionato fra le due parti prima di chiudere tutte le cuciture.
Per il modello ho preso spunto da questa foto:

Fourth of July printable Captain America mask
www.thekiwiintheclouds.com/fourth-of-july-printable-captain-america-mask
Per quanto riguarda lo scudo, bisogna preparare 5 cerchi di pannolenci ed una stella bianca:

2 cerchi rossi dal diametro di 17 cm
1 cerchio bianco dal diametro di 15 cm
1 cerchio rosso dal diametro di 13 cm
1 cerchio azzurro dal diametro di 9 cm

I cerchi devono essere cuciti uno sopra l'altro con la stella nel centro del cerchio azzurro.
L'elastico va cucito fra i due cerchi rossi da 17 cm in modo che resti fissato bene.


In questo modo lo scudo può essere tenuto sul braccio sopra il giubbino senza dare fastidio!
Voi avete qualche idea last second da condividere??


venerdì 10 febbraio 2017

La grande fabbrica delle parole / Agnès de Lestrade


Il paese della grande fabbrica delle parole è un paese molto strano in cui le persone non parlano quasi mai: c'è una fabbrica che non dorme mai ma sforna tutto il giorno parole in tutte le lingue del mondo. Per poter parlare, le persone devono comprare le parole oppure inghiottirle: ci sono i negozi che vendono parole sfuse e addirittura parolacce e le persone senza soldi a volte frugano nella spazzatura alla ricerca di qualche parola buttata via.
In primavera ci sono le offerte e si possono comprare le parole ad un prezzo conveniente ma spesso si trovano solo parole che non servono molto come ventriloquo o filodendro. A volte capita che qualche parola volteggi nell'aria e i bimbi ne approfittino prendendo i loro retini acchiappa farfalle e cercando di acchiapparne alcune. Oggi è un giorno fortunato per il piccolo Philéas che ha catturato le parole ciliegia, polvere e seggiola e domani vuole offrirle in dono a Cybelle per il suo compleanno. Se avesse abbastanza soldi le direbbe "ti amo" ma queste parole sono tutto ciò che può offrirle.
Philéas passa a prendere Cybelle ma non può nemmeno salutarla, non ha con sè le parole adatte per farlo e i due amici si limitano a sorridersi. Ma poi arriva Oscar un bambino molto ricco che possiede tantissime parole e può parlare con Cybelle e dirle che la ama e che un giorno si sposeranno.
Philéas, pensando a tutto l'amore che ha nel cuore, fa un bel respiro e lascia volare verso Cybelle le parole che ha catturato: Cybelle lo guarda, gli si avvicina e gli dà un bacio sul naso. Philéas ha in serbo un'altra parola che ha conservato per tanto tempo e per un'occasione speciale come questa: ancora!


Una tenera storia d'amore in cui le parole hanno più peso che in qualsiasi altra storia d'amore, un libro poetico che ci ricorda l'importanza delle parole che usiamo.
Le illustrazioni di Valeria Docampo (già apprezzata ne La valle dei mulini) sono incantevoli e ho trovato davvero molto azzeccata la scelta di usare il colore seppia per tutto tranne che per i bambini e soprattutto per Philéas e Cybelle, vesititi di rosso, un colore forte come il loro sentimento.
Il libro è per bambini ma vi assicuro che piacerà moltissimo anche ai grandi!

La grande fabbrica delle parole
Agnès de Lestrade, Valeria Docampo
Edizioni Terre di Mezzo
€ 15.00

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma

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