venerdì 8 febbraio 2019

Di che colore è un bacio? / Rocio Bonilla

Per il mio post dell'anno (no comment!!) volevo suggerirvi un bel libro davvero dolcissimo, un libro raccontato in prima persona dalla sua protagonista.


Ciao! Mi chiamo Monica ma tutti mi chiamano Minimoni.
Amo fare tantissime cose come sfrecciare con la mia bici, ascoltare le storie della mia mamma, curare le piante....ma la cosa che amo fare di più in assoluto è colorare.
Dipingo milioni di cose ma non ho mai dipinto un bacio perché non so di che colore sia!
Forse rosso come gli spaghetti al pomodoro? Non credo, il rosso è anche il colore della rabbia e non baci nessuno quando sei arrabbiato....
Magari giallo? Il giallo è il colore delle buone idee e poi i baci sono dolci come il miele!
Però non mi piacciono le api....
Potrebbe essere rosa come i miei dolci preferiti ma io proprio non sopporto il rosa principessa!
E se fosse bianco come la neve e la luna? Noooo, la neve è fredda mentre i baci sono caldi...
Di sicuro non è nero come il buio nè grigio come il fumo.
Sono un  po' confusa, forse è meglio chiedere alla mamma che, con un bacio, mi rivela che i baci racchiudono tutti i colori del mondo!


Un albo davvero carino, mi è piaciuta l'idea di dare un colore ai baci e in qualche modo alle emozioni (un'idea sempre bella come già visto ne I colori delle emozioni).
Le illustrazioni sono bellissime ed è bello scoprire, pagina dopo pagina, quello che pensa Minimoni e le cose e le sensazioni che abbina ad ogni colore.
Sì perché per ogni colore c'è sempre qualcosa che ama e qualcosa invece che proprio non sopporta e questo può essere uno spunto per chiedere al piccolo lettore le cose che ama e quelle che ama meno nei colori che troviamo in ogni pagina.

Di che colore è un bacio?
Rocio Bonilla
Valentina Edizioni
€ 12.90

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma


venerdì 21 dicembre 2018

Il lupo che non amava il Natale/ Orianne Lallemand


Sembrerà quasi impossibile ma al mondo c'è qualcuno che proprio non ama il Natale e questo qualcuno è Lupo, un lupo grande e nero che non ama le luci né le canzoni né tantomeno le decorazioni.
In una bella giornata di neve Lupo esce per fare due passi e per giocare a palle di neve con i suoi amici ma questi sono impegnati a decorare l'albero. Un altro amico non può uscire perché deve addobbare il suo albero, un altro ancora sta facendo i biscotti di Natale, un altro ancora sta scrivendo la lettera a babbo Natale.
Persino l'amata Lupa non ha tempo per lui perché deve preparare la cena della Vigilia.
Questo è troppo per un lupo che non ama il Natale!
Ma c'è un motivo per cui Lupo non ama questa festa: non l'ha mai festeggiata e un po' si vergogna a fare questa confessione...
Per fortuna Lupa ha la soluzione: coinvolgere Lupo nei preparativi x la vigilia. E così lo scettico Lupo fa il ripieno al tacchino, preparare il tronchetto al cioccolato ed è soddisfatto del suo lavoro.
Arrivato a casa trova tante sorprese che gli hanno lasciato i suoi amici per convincerlo ad amare il Natale: casa addobbata, un abete tutto per lui, candele e legna nel camino.
Il giorno dopo la cena preparata da lui e da Lupa ha un grande successo ma la sorpresa più grande la riceverà il giorno di Natale!


Questa storia di Natale fa parte della collana Amico Lupo (vi avevo fatto conoscere questo simpatico protagonista qui) che affronta diversi temi in modo mai banale.
In questo albo scopriamo perché Lupo non ama questa festa ma il bello della storia è scoprire, pagina dopo pagina, come Lupo cambi idea grazie all'auto dei suoi amici.
Un libro di Natale un po' diverso con un simpatico protagonista e con belle illustrazioni vivaci che vi piacerà senz'altro!

Il lupo che non amava il Natale
Orianne Lallemand
Edizioni Gribaudo
€ 8,90

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma



giovedì 20 dicembre 2018

Vasetti decorati per Natale


Come sapete il mio Tito ormai frequenta la 1 elementare e anche nella nuova scuola c'è la tradizionale bancarella di Natale in cui si vendono oggetti creati dalle mamme o dalle nonne degli alunni.
Quest'anno volevo fare qualcosa di diverso dalle mie solite decorazioni in pannolenci e mi piaceva molto l'idea di fare dei vasetti decorati con all'interno la candelina.
Purtroppo non ho trovato la vernice adatta da utilizzare sul vetro ma ho utilizzato uno spray color argento a base d'acqua che ho spruzzato sul vasetto in vari step in modo da renderlo uniforme e non vedere le colate.
Sulla superficie esterna. per formare la sagoma che poi sarebbe rimasta trasparente, ho utilizzato lo scotch carta che ho rimosso successivamente a vernice asciutta. Qualche perlina trasparente dell'Ikea e un nastrino hanno completato il vasetto.

Poi ne ho lasciati due "nature", senza alcuna decorazione: questi li ho riempiti quasi per metà con le perline trasparenti e una candelina verde ben fissata dalle perline.
Ho usato poi due nastri un po' più elaborati in modo da renderli più ricchi.
Onestamente non so se sono stati venduti, non sono andata alla bancarella ma comunque pensavo di realizzarne un paio per le feste da utilizzare come decorazione sulla tavola.
Anche voi avete realizzato dei lavoretti per la bancarella della scuola?

lunedì 17 dicembre 2018

Lavoretto easy di Natale: l'alberello di polistirolo decorato


Per Natale ci piace sempre creare e preparare qualcosa di nuovo per l'albero o per la casa.
Al mercato ho comprato un alberello di polistirolo, ho sempre visto dei bei progetti con le sagome rivestite di spago o di lana o di altri materiali particolari e ho voluto provare anch'io.
Per farlo ho usato della lana verde chiaro, paillette rosse (prese alla stessa bancarella) e colla vinilica.
Non so se il procedimento è corretto ma io l'ho realizzato così e non è venuto per niente male: ho passato la colla sull'alberello ma non subito su tutta la superficie ma facendolo man mano in modo da avere un appoggio asciutto per maneggiare la sagoma.
Una volta terminato il rivestimento con la lana, col pennellino sporco di colla ho preso paillette per paillette e le ho messe come decorazioni in modo che dessero l'idea delle palline.
Ne ho messe alcune anche sulla punta perché non sapevo come rifinire questa parte ma col senno di poi ci stava bene una stellina infilata con uno stuzzicadenti. Sarà per il prossimo anno!!
E voi avete mai realizzato dei progetti per l'albero con le basi in polistirolo?

venerdì 30 novembre 2018

Una canzone da orsi / Benjamin Chaud


L'inverno è alle porte, le giornate iniziano a diventare più fresche e  Papà Orso si sta già godendo il letargo e se la ronfa di gusto. Ma non il suo piccolo Orsetto che decide di inseguire un'ape fuori stagione per trovare un po' di miele.
Fortunatamente Papà Orso si accorge della sparizione del piccolo e si precipita a cercarlo: prima attraverso il fitto bosco pullulante di animali poi per le caotiche strade di città fino ad arrivare ad un magnifico ed immenso teatro dell'Opera dove ha visto il sederino di Orsetto intrufolarsi tra le colonne dell'entrata.
Correndo alla ricerca del piccolo, Papà Orso inciampa in un appendiabiti e si ritrova con sciarpa e cilindro in testa e, così camuffato, può attraversare la sala senza essere notato.
Apre porte e percorre scale su e giù creando grande scompiglio quando, ad un tratto, sente una bellissima musica: forse anche Orsetto l'ha sentita e Papà Orso si avvicina sempre più finché si ritrova, suo malgrado, sul palco.
Cerca Orsetto ma le luci dei riflettori gli impediscono di vedere bene: in sala è calato il silenzio e Papà Orso, indeciso sul da farsi, decide di cantare la dolcissima canzone della buonanotte che gli cantava la sua mamma. Schiarisce bene le voce e....Grooooarrrrrrrrr!!!
Il pubblico si rende conto che quello è un orso vero e tutti scappano urlando e spingendosi,
A sala vuota finalmente Papà Orso ritrova il suo Orsetto, felice per lo spettacolo fatto dal papà ma ancora più felice per aver trovato il posto perfetto per passare l'inverno: sul tetto dell'Opera, fra gli alveari e tanto, tanto miele!


I libri con protagonisti gli orsi ci piacciono tanto e questo bell'albo avventuroso dal ritmo incalzante e dalle tavole dettagliatissime non fa eccezione.
In ogni pagina al lettore viene naturale cercare la piccola figura di Orsetto fra i tanti personaggi presenti. Sono pagine molto grandi, fitte di figure e di dettagli fuorvianti: uno zaino a forma di orsetto, una cuffia con le orecchie, un peluche appoggiato in terra... bisogna aguzzare la vista fare i detective e aiutare Papà Orso!
Le illustrazioni a tratti buffe e principalmente dai bei colori caldi, rendono questo albo dal formato generoso ancora più affascinante e la storia, semplice e un po' misteriosa, sa catturare il lettore fin dalle prime pagine.

Il libro ha vinto il Premio Andersen 2014 per la sezione 0-6 anni per le seguenti motivazioni
Per un albo che combina perfettamente la tensione narrativa e l’invito al gioco e alla scoperta. Per una piccola storia dai molti echi, dolce e incantevole ma aperta all’avventura e alla scoperta di sé.
Per le magnifiche tavole ariose e invitanti, ricche di mille particolari da scoprire

Una canzone da orsi
Benjamin Chaud
Edizioni Franco Cosimo Panini
€ 14.50

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma


venerdì 16 novembre 2018

Chi me l'ha fatta in testa? / Werner Holzwarth & Wolf Erlbruch

Oggi voglio proporvi un libro ironico e se vogliamo anche un po' scientifico e dal tema non molto piacevole ma amato dai bambini: la cacca!


La Talpa come ogni sera controlla che il sole sia calato per poter uscire dalla sua tana ma, proprio in quel momento, un maleducato decide di fargliela in testa.
Le talpe si sa, sono miopi e la sventurata protagonista non sa chi sia il colpevole di tale misfatto.
Per scoprirlo non le resta che interrogare tutti gli animali del circondario mostrando loro il "corpo del reato".
Ogni animale interrogato osserva ben bene la cacca sulla testa della Talpa e, accorgendosi di non essere il colpevole, accompagna la negazione del fatto con una....prova pratica sul posto!
Scopriamo così che non è stata la lepre coi suoi pisellini crepitanti, né la mucca con la sua focaccia verdastra né tantomeno il maiale. La povera Talpa sta perdendo le speranze quando incontra due vere esperte in materia: le mosche! Ronzando intorno alla testa della Talpa e osservando da vicino, le confermano senza dubbio alcuno, che il colpevole è un cane.
La Talpa sa bene con quale cane vendicarsi e - vendetta, tremenda vendetta! - si avvia fino alla cuccia del cane del macellaio per lasciargli un alquanto minuscolo ricordino sul capoccione.


E' un libro dall'argomento inusuale e forse non troppo simpatico ma che piace davvero ai bambini sia per il tema trattato che per le buffe situazioni in cui si ritrova la nostra protagonista.
Ero seria riguardo il risvolto scientifico della storia in quanto, pagina dopo pagina, la Talpa e i lettori scoprono l'aspetto delle cacche dei vari animali e imparare nuove cose è sempre un bene.
Molto belle ed espressive anche le illustrazioni che ben accompagnano gli stati d'animo della Talpa.
Credo sia un libro utile anche durante la fase dello spannolinamento, che ne pensate?

Chi me l'ha fatta in testa?
Werner Holzwarth & Wolf Erlbruch
Edizioni Salani
€ 12.00

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di HomeMadeMamma


martedì 13 novembre 2018

Tito, il mio piccolo nerd


Quest'anno il mio Tito ha iniziato la scuola primaria.
La scelta della scuola non è stata né scontata né semplice perché mio marito ed io non eravamo inizialmente d'accordo sulla scuola che avrebbe frequentato.
Il nostro paese non è grande ma abbiamo sia la scuola statale (la mia scelta) che la scuola privata (la sua scelta). Con Tito ovviamente le abbiamo visitate entrambe e abbiamo ascoltato il suo parere senza influenzarlo con le nostre preferenze e lui, fin da subito, ha preferito la scuola statale, un po' per gli ampi spazi, un po' per le attività che avevano svolto durante l'open day e un po' perché era la scuola frequentata dalla cugina.
Io avevo amato particolarmente il discorso e l'introduzione fatti dalla coordinatrice scolastica: parole sentite, frasi dirette e la dedizione per la scuola e per il suo lavoro si sentiva totalmente.
Un'altra cosa che mi era piaciuta particolarmente è la partecipazione attiva ai concorsi per studenti anche a livello europeo con risultati più che buoni. Insomma da subito mi è sembrata una scuola che non avesse niente da invidiare alla scuola privata.
L'open day ha influenzato positivamente anche il papà anche se, lo ammetto, la scelta di iscriverlo successivamente alla scuola statale l'ha sentita e la sente tuttora un po' forzata.
Per ora non posso lamentarmi: Tito va a scuola contento, quando ha i compiti non vede l'ora di farli,  scrive frasi intere in autonomia (le doppie ancora non le sente così come l'acca ma non c'è fretta!) e i quaderni e i libri sono sempre ordinati.
Non l'ho mai sentito lamentarsi di dover andare a scuola nonostante non sia in classe con i suoi amichetti dell'asilo né sentito fare differenze fra i bambini italiani e i bambini di altre nazionalità che sono la maggioranza nella sua classe.
Io lo chiamo il mio piccolo nerd perché le prime settimane si lamentava del fatto che non gli dessero compiti, perché mi dice che in classe è sempre concentrato e gli dà fastidio se la sua compagna di banco lo distrae chiacchierando, perché il venerdì sera non vede l'ora di fare i compiti per il lunedì (momento che rimandiamo al sabato mattina dopo colazione), perché a scuola ha sempre la mano alzata e perché i voti sono davvero belli.
Un paio di settimane fa c'è stata la prima riunione con l'elezione del rappresentante di classe e ho avuto modo di scambiare due parole con la maestra prevalente che mi ha confermato che la mano alzata è sempre presente ma che Tito deve capire che non può sempre intervenire lui.
Addirittura le prime volte se non lo faceva intervenire si alzava in piedi per rispondere comunque ma per fortuna siamo riusciti a fargli capire che non può fare così e adesso si limita ad alzare la mano. Inoltre mi ha detto che è sempre il primo a finire ed è sempre tutto giusto e che deve dargli lavori extra da fare per tenerlo occupato mentre gli altri completano l'esercizio.
Questo non lo sapevo e credo di averla guardata con gli occhi a cuore dalla soddisfazione.
Orgogliosa del mio piccolo nerd? Da morire!!
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