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lunedì 23 gennaio 2023

Abbi cura di splendere

 

Abbi cura di splendere

Ogni anno mi prefiggo, penso un pó come tanti, obiettivi e buoni propositi più o meno realizzabili. 

Diciamo che quest'anno ho pensato di ridimensionare un pó i miei buoni propositi e di ripartire da ME ovvero provare a prendermi un pó più cura di me. 

Sì insomma di volermi un pó più bene concedendomi o regalandomi momenti che mi facciano star bene. 

Non serve fare grandi cose!

Ad esempio voglio impegnarmi e trovare 5 minuti per mettermi la crema anche se c'è la cena da preparare,  concedermi un bagno anche se ho appena pulito casa e mi spiace sporcare subito o ancora godermi un caffè in compagnia di un'amica. 

Sono piccole cose ma che fanno bene all'umore e mi impegnerò per non deludere me stessa!

mercoledì 25 febbraio 2015

5 cose che mi mancano della mia vecchia vita

Voi pensate mai a com'era la vostra vita prima di diventare mamma?
Io ogni tanto ci ripenso e mi sembra di vedere un'altra persona. Una persona che sicuramente poteva permettersi il lusso di poter fare molte più cose ma certamente una persona a cui mancava una parte importante.
Sono pochissime le cose che mi mancano della mia "vecchia vita", 5 per la precisione in questa mia personalissima lista:

1 - il bagno bollente
cascasse il  mondo, il sabato pomeriggio mi rintanavo in bagno alle 17.00 e non ne uscivo mai prima dell 19.00. Riempivo la vasca di acqua bollente e ci restavo leggendo Vanity Fair finché l'acqua non diventava fredda.
Adesso: Docce velocisssssime e usiamo la vasca solo per lavare Tito

2 - leggere fino a tardi
leggere è sempre stato un piacere, sul mio comodino troneggiavano almeno tre libri solo per il gusto di sapere cosa avrei letto nelle successive settimane. Mi piaceva sceglierli e metterli in ordine in base all'autore o al tema trattato. Spesso la sera mi dovevo dare un freno per non leggere fino a notte fonda.
Adesso: metà comodino è invaso dai libri di Tito che quando va tutto bene, si addormenta alle 23.00. Passo un po' di tempo con papà e poi prendo il mio libro: a volte riesco a leggere persino 10 pagine prima di crollare come un sasso! Oppure leggo mentre mi asciugo i capelli (chiedo scusa a chi prende in prestito i libri dopo di me)

3 - le dormite la domenica mattina
il sabato è sempre stato il giorno dedicato alle pulizie di casa anche quando abitavo con i miei genitori, ma la domenica è sempre stata sacra. Ma il bello di svegliarsi senza il suono della sveglia?
Adesso: quanto mi mancano!! La sveglia non suona ma ci pensa Tito a volte anche alle 6.55 a buttarci giù dal letto

4 - i programmi in prima serata
questa non è una gran perdita ne sono consapevole però un pò mi mancano i film e le serie tv in prima serata, non sempre dalle 23.00 in poi il palinsesto offre grande scelta ma soprattutto non resisto più di tanto sveglia!
Adesso: streaming forever

5 - i tacchi alti
non li portavo tutti giorni ma mi piaceva metterli quando si usciva, in fondo il tacco sfina la gamba e ci si sente più femminili e ci guadagna anche l'autostima.
Adesso: le poche volte che li metto ho il terrore di dover rincorrere Tito e di cadere come una pera cotta quindi via libera a scarpe stringate dal taglio maschile, zeppe, ballerine, stivali e sandali flat.

A voi invece manca qualcosa della vostra vita da pre-mamma?


mercoledì 12 novembre 2014

Di bambini e di amicizie pilotate

immagine dal web
 Ho sempre pensato che una delle cose belle dell'essere bambino fosse quella di sentirsi liberi di comportarsi senza l'obbligo di compiacere gli altri, ossia liberi di fare quello che piace fregandosene dell'opinione altrui.
Voglio raccontarvi una cosa che è successa allo spazio gioco un paio di settimane fa.
L'anno scorso ho accompagnato Tito ogni settimana allo spazio gioco, un gruppo d'incontro settimanale di 2 ore per bambini e mamme (o papà o nonni).
Lui e gli altri bambini giocavano principalmente da soli perché, come ci ha spiegato l'educatrice, a questa età la condivisione dei giochi con altri non è un concetto ancora comprensibile.
Comunque, se qualche bambino si avvicinava a Tito mentre stava giocando, a volte capitava che iniziassero a giocare insieme, a volte invece capitava che non si calcolassero proprio e che ognuno proseguisse da solo nel gioco magari anche standosene seduti uno accanto all'altro.
Non l'ho mai indirizzato a giocare con un bambino piuttosto che un altro perché credo che debba sentirsi libero di giocare con chi vuole ma anche di starsene da solo se preferisce.
Se non si può fare ciò che ci fa stare bene quando si è bambini, quando si può?
Quest'anno allo spazio gioco Tito va con papà o col nonno e un giorno è successa una cosa un pò spiacevole.
E' successo che Tito stava giocando con la cucina quando gli si avvicina la figlia di un amico d'infanzia di mio marito per giocare insieme. Niente di strano se non fosse che la mamma della bambina le va vicino e le dice di andare a giocare con un'altra bambina, figlia del migliore amico del papà.
La cosa si ripete al momento del biscotto: la piccola si mette vicino a una bambina che vede solo allo spazio gioco e la mamma la prende e la sposta vicino a chi dice lei.
Ora mi chiedo: non si portano i bambini a questi incontri anche per farli stare con altri bambini? Quando inizierà l'asilo la manderà a scuola con un elenco di bambini con cui giocare e uno dei bambini con cui invece non può?  
Io credo che dire a un bambino di 2 anni (prendo ad esempio l'età di Tito ma vale per qualsiasi età) con chi deve giocare perché la mamma o il papà va più d'accordo con i genitori di un bambino piuttosto che con quelli di un altro, la trovo una cosa stupida, squallida e discriminante.
Voi che ne pensate, me la prendo troppo?

lunedì 26 maggio 2014

Quando declutterare non sempre è (emotivamente) possibile


Ho ancora qualche scatolone di vecchie foto e altre cose in soffitta da mia nonna, e spesso mi sento chiedere: quando vieni a buttare via le tue cose? Io non voglio buttare via niente.
E non perché ci sia particolarmente affezionata solo non capisco il motivo per cui dovrei disfarmene così, a mente serena.

Nella mia vita ho fatto un innumerevoli traslochi, 4 solo nel 2010 e tutte le volte mi sentivo dire: cosa te ne fai di queste cose? Buttale.
Certo, facile sbarazzarsi delle cose altrui, facile dire agli altri butta tanto le cose non sono le vostre.
E così ho buttato tanti piccoli pezzi di vita che si sono persi per strada e tutto per cosa? Perché qualcuno mi diceva butta via.
Ma adesso se posso non lo faccio più: ho rinunciato a quasi tutti i libri di mio padre (regalati), a cartoline e lettere, a oggetti comprati nei viaggi e durante gli scambi culturali, vecchi cd, vecchi giochi della mia infanzia...cose che non avevano grande valore ma comunque cose mie. Cose che sicuramente avrei buttato ma con i miei tempi, non con quelli degli altri.
Oggetti che quando li guardi ti rievocano ricordi, che ti fanno rivedere com'eri, cosa pensavi e cosa ti piaceva nel periodo in cui li hai presi o te li hanno regalati.
Oggetti che ho amato, magari anche per un giorno solo, cartoline o lettere che sono stata felice di ricevere altrimenti non sarebbero mai state conservate, vecchie cose che mi parlano di amici di altri paesi che mi hanno ospitato nelle loro case, che mi hanno scritto e con i quali ho coltivato un rapporto.
So che ritardo questa operazione perché gli scatoloni non sono a casa mia e quindi non mi danno fastidio e ma so che prima o poi farò una gran pulizia e mi libererò per sempre di queste cose, ma non ora e non solo perché obbligata da qualcuno a farlo.
E voi fate fatica a rinunciare ai vostri ricordi o ve ne liberate senza pensarci due volte?

mercoledì 12 febbraio 2014

Mamme con i super poteri (io no)



Finalmente ieri, dopo 2 settimane di assenza, siamo tornati allo spazio gioco: lui felice perché poteva dar sfogo a tutta la sua energia fra scivoli e giochi vari ed io felice di vederlo sfogarsi.
Uno dei motivi per cui mi piace lo spazio gioco, oltre al fatto che vedo questo appuntamento come un percorso di crescita per mio figlio, è che ci sono mamme vere che raccontano il loro quotidiano senza bisogno di farlo apparire perfetto.

Nella nostra compagnia sono nati 7 bambini in 16 mesi e di solito ci si confronta sulle varie tappe della crescita. Io sono sempre stata onesta sulle mie conquiste e sulle mie difficoltà: ho sempre faticato a far accettare a mio figlio la frutta, la pappa e qualsiasi altro cibo e non l'ho mai né nascosto né negato ed è tuttora una nostra lotta quotidiana.
Eppure, sentendo le altre mamme, sembra che queste difficoltà le abbia avute solo io.

La frutta? Porzioni subito spazzolate. La pappa? Mangiato tutto fin dalla prima volta. Durante il giorno? Non so nemmeno di averlo/a  a casa. La nanna? Si addormenta subito/crolla sul divano e tira fino a mattino.

Ascoltando queste risposte, mi capitava di sentirmi un'emerita imbecille: a noi sono servite settimane per far accettare solo la frutta, figuratevi il resto, un piatto di pasta è diventato ormai un miraggio. Mio figlio ci mette 30-40 minuti ogni volta per addormentarsi. Se si impunta sul no, non riesco a smuoverlo neanche di mezzo millimetro. Una delle sue attività preferite è andare su è giù dalle scale o correre intorno al divano cantando la bambola di Polly è mala-ta-ta (maledetta Peppa Pig). Ovviamente io sono la sua compagna di questi giochi meravigliosi, altro che non sapere nemmeno di averlo a casa.

Ma poi esco dal mio guscio di animale asociale, allargo il mio giro e conosco queste fantastiche mamme che ammettono che  anche i loro figli a volte si addormentano alle 23.30, che anche i loro figli fanno i capricci, che anche i loro figli se si impuntano è dura smuoverli, che anche per loro la giornata spesso è pesante.

E allora mi chiedo: perché? Perché fingere che vada sempre tutto bene? Perché non ammettere le difficoltà? Perché nascondersi? Sinceramente il far apparire tutto perfetto ad ogni costo è una cosa che non riesco a concepire.
Quindi farò outing: mio figlio è un testone, mio figlio mangia solo ed esclusivamente quello che vuole, mio figlio non è un bambino modello ed io non sono una mamma da manuale ma siamo felici comunque, tiè!

martedì 7 gennaio 2014

Il nostro 2013 e l'anno che verrà

La fine di un anno significa tempo di bilanci e l'anno nuovo porta sempre tanti buoni propositi che si cerca di rispettare, a volte con scarso successo.
Com'è stato il nostro 2013? Bello, bellissimo fra alti (tanti) e bassi (pochi per fortuna).
Bellissimo con il biondo e i suoi primi passi, le sue prime parole, le sue prime scoperte, il suo primo compleanno, la nostra prima vera vacanza insieme: vederlo crescere e cambiare e accompagnarlo in questo anno è stato meraviglioso.
Quindi essenzialmente questo 2013 è stato l'anno delle prime volte: so che è un anno che non si ripeterà mai più, così ricco di emozioni e di crescita non solo del biondo, ma anche nostra come persone e genitori.
immagine dal web

I "bassi" del nostro anno riguardano ovviamente il lavoro, con un rientro post maternità non facile, durante il quale ho vissuto davvero giorni di sconforto, rendendomi conto che purtroppo, nella nostra società ottusa, avere un figlio è ormai una specie di handicap.
Gli ultimi mesi lavorativi poi si sono conclusi con una cassa che mi obbliga a lavorare la metà del tempo. Buona cosa se la guardo dal punto personale: più tempo per mio figlio e per la mia famiglia. Meno buona dal punto di vista economico, ovviamente.

lunedì 16 dicembre 2013

Mi rivedo in te

Sabato sera cena con amiche e mariti/compagni al seguito per farci gli auguri di Natale, prima che le feste ci facciano perdere di vista.
E mi rivedo in te, mamma da nemmeno 3 mesi, con le mille e più paure che una neo mamma prova.
E io le ho passate tutte, mi facevo paranoie per ogni cosa: perché il latte non arrivava perché il cordone non si staccava, perché non faceva mai il ruttino, perché aveva sempre il singhiozzo, perchè da grandicello non voleva mangiare la pappa...

E poi le giornate lunghe quasi sempre sola con lui, quando aspettavo la trasferta settimanale da mammà come si aspetta l'evento dell'anno, per avere una boccata d'ossigeno, per parlare con qualcuno che ti potesse anche rispondere, per sedermi a bere un cappuccio insieme al tavolo di un bar, per togliermi tuta e antiscivolo e per truccarmi.

E così ho cercato di tranquillizzarti, magari avrai pensato chi cavolo si crede questa? ma siccome ti ho vista ansiosa, iper protettiva -come è giusto che sia- e curiosa di sapere le nostre esperienze, mi sono permessa di darti alcuni consigli. E tutto perché ti voglio bene, perché sei una persona fantastica e sono sicura che sarai (ma già lo sei) una bravissima mamma.

lunedì 25 novembre 2013

No alla violenza contro le donne

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 Novembre come Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica in quel giorno (Cit. Wikipedia).

Quante volte sentiamo parlare di femminicidio? Troppe e troppo spesso sentiamo storie di donne maltrattate, picchiate, uccise per mano dei loro compagni, per mano di chi, davanti a Dio, un giorno ha giurato di amarle e onorarle tutti i giorni della vita.

Quanti uomini credono ancora, sentendo questi fatti di cronaca, che sia la donna stessa la causa dei propri mali? Che sia la donna che vestendosi o atteggiandosi in un certo modo attiri questo genere di comportamento da parte degli uomini? Troppi.

Cosa fare dunque nel nostro piccolo per cercare di prevenire questi comportamenti da parte dei futuri uomini di domani affinché questi atti di violenza non accadano più?
Credo che noi mamme di figli maschi possiamo fare davvero qualcosa di concreto partendo dall'educazione di questi piccoli uomini, inculcando loro il rispetto per gli altri e cercando di annullare la mentalità maschilista sul nascere.
Cercando di essere una famiglia unita, che si ama e si rispetta, perché l'esempio dei genitori è la prima fonte di ispirazione per un bambino, perché l'esempio di un papà che ama, rispetta e aiuta è il primo modello di ogni bambino.

lunedì 22 luglio 2013

Perchè un figlio è per sempre

noi 3
Sabato scorso siamo stati alla notte bianca, noi 3 insieme.
Perchè specifico noi 3? Perchè ho notato che la maggior parte dei nostri amici ha preferito lasciare i pargoli dai nonni per poter star fuori tutta la notte.

Non sto giudicando o criticando la loro scelta ma proprio non la condivido.

Vedo mio figlio dalle 18.30 e alle 22.00 già dorme: quante ore mi godo il mio bimbo, quattro al massimo? Se togliamo poi il tempo impiegato a cucinare, mangiare e ripulire il tempo scende ulteriormente.

Il sabato e la domenica sono gli unici giorni in cui è davvero mio, i giorni in cui stiamo insieme, recuperiamo il tempo perduto, giochiamo leggiamo e ci sbaciucchiamo.
Perchè dovrei rinunciare a questo tempo prezioso e alla sua presenza per potermene stare fuori fino al mattino?

giovedì 17 gennaio 2013

Riflessioni

Il mio piccolo ormai spalanca la bocca che è un piacere quando vede un cucchiaino, se ripenso a quanto ero abbattuta ai primi tentativi mi sento quasi un po' pirla.
Ho capito però che diventando mamma per la prima volta a 30 e passa anni, le persone a te vicine ti trattano un po' come la pirla di turno.

Quando ero nella fase nera dello svezzamento e il pupo non prendeva il cucchiaino, nei miei vaneggiamenti pensavo che non sarei mai riuscita ad iniziarlo ad altri alimenti.

Quindi, già sconfortata di mio, mi sfogo con mia mamma rivelandole il mio pessimismo e lei se ne esce con un "chiedi a tua sorella di insegnarti ad imboccarlo". Ma ti pare? Non credevo che non mangiasse per il fatto che io non fossi in grado di tenere un cucchiaino ma per il fatto che non fosse ancora pronto per questo salto.
Ma siccome la mamma è sempre la mamma e la sorella ha ben 4 marmocchi, mi sono quasi convinta che probabilmente sbagliavo io qualcosa.
Alla prima occasione la zia ha provato a dargli la minestrina col cucchiaino e tiè! non l'ha preso nemmeno da lei (alla faccia della nonna).

E' bastato aspettare che lui fosse pronto e adesso insieme al cucchiaino mi mangerebbe anche le mani, per questo vorrei dire a tutte le mamme un po' abbattute in questa fase che è solo un momento (più o meno lungo, ok) e passerà, fidatevi!
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