venerdì 9 agosto 2013

Auguri papà

noi
Oggi sarebbero stati 60, proprio tu che ti lamentavi che eri il più vecchio tra tutti i "suoceri". E invece papà rimarrai sempre fermo a quell'età, a quel giorno in cui la nostra vita è cambiata, anche se lo scossone la vita ce l'aveva già dato 7 settimane prima.
7 lunghe settimane in cui non abbiamo mai smesso di sperare, di starti accanto, di aspettare che aprissi gli occhi dopo la lunga operazione. E quando è successo io ero lì, la prima a vederti con gli occhi aperti, a parlarti e a cercare di spiegarti con le lacrime agli occhi cosa fosse successo, a cercare di farti capire chi fossi sotto camice, cuffia e mascherina.
Perché io non mi sono mai perdonata di non essere riuscita a fare di più per te, di non aver capito prima che il tuo respiro affannoso non era dovuto all'ansia come dicevi tu ma a ben altre cose, di non essere riuscita nemmeno a salutarti prima che ti portassero via senza che nessuno mi spiegasse cosa stava per succedere.

Ricordo quel giorno papà, lo ricordo come se fosse ieri: io e te al pronto soccorso, io che ti dovevo tenere premuto l'arteria dopo il prelievo e quasi svenivo e tu ti preoccupavi per me e mi dicevi di sedermi, ricordo quando mi hanno fatta uscire mentre ti portavano via ed io in sala d'aspetto sola piangevo tra l'indifferenza della gente.
Ma quanto ci manchi, papà? Non c'eri nelle nostre occasioni importanti, non c'eri quando mi sono sposata e avrei voluto che tu solo mi accompagnassi all'altare, non c'eri quando sono diventata mamma, non c'eri a condividere con noi le nostre gioie più grandi.
E sai che questa mancanza è davvero bastarda? Ti prende quando meno te l'aspetti, ti arriva come un pugno nello stomaco mentre stai facendo qualsiasi cosa e ti fa realizzare che tu non ci sei più. Perché non è vero che quando sei adulto soffri meno: la perdita di un genitore ti lascia uno squarcio nell'anima, perché anche se siamo diventati genitori non smettiamo mai di essere figli.
Ti ho promesso che mio figlio imparerà a conoscerti e ad amarti attraverso le nostre parole, i nostri racconti e le nostre memorie: conoscerà il tuo essere ombroso, il tuo pudore, le cose che ti piacevano e che forse un giorno piaceranno pure a lui, il tuo rimpinzarti di cibo senza aumentare mai di un grammo, la tua passione per la pesca e per la Juventus.
Quando mi guardo allo specchio non ritrovo niente di te, come vorrei avere i tuoi occhi scuri e profondi per poter avere una parte di te che mi accompagni in ogni mio giorno!
Auguri papà, ovunque tu sia

2 commenti:

  1. Lui è dentro di te e lo sarà sempre...anche se magari non gli somigli fisicamente!
    Per fortuna ho ancora i miei genitori ma provo lo stesso quando penso a mio nonno, che se ne è andato veramente troppo presto, prima ancora che raggiungessi la maggiore età...

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    Risposte
    1. Lo so ma sarebbe bello avere un pezzettino di lui!! Ogni perdita è sempre una ferita, ti ringrazio per le tue parole

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Grazie per il tuo commento, a presto!

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